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    October 09

    La canzone che scrivo per te

    (pezzo assolutamente stupendo.)
     
    Non c'è contatto di mucosa con mucosa, eppur mi infetto di te
    Che arrivi e porti desideri e capogiri, in versi appassionati e indirizzati a me
    E porgi in dono la tua essenza misteriosa
    Che fu un brillio fugace qualche notte fa
    E fanno presto a farsi vivi i miei sospiri, che alle pareti vanno a dire:
    "Ti vorrei qua".
     
    Questa è la canzone che scrivo per te, l'ho promessa, ed eccola.
    Riesci a scorgerti?
    Sì che ci sei, prima che ti conoscessi.
     
    Pure frigid water from these eyes that always miss you
    Nothing but violence from my empty gun
    I'm using silver to light up these blackheart faces
    Blinding your fingers with my skin that burns for you
     
    Questa è la canzone che scrivo per te, l'ho promessa, ed eccola.
    Riesci a scorgerti?
    Sì che ci sei, proprio mentre ti conosco.
     
    E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore, immune da difese che non servono.
     
    Ma ora hai in testa il viso di qualcuno più speciale di me
    Che sa cantare, ma ha più stemmi da lustrare di me
    E questo è il tuo svago.
    Per quel che mi riguarda sei un continente obliato
    Per quel che ho visto, in fondo mi è piaciuto
     
    Questa è la canzone che scrivo per te, l'ho promessa ed eccola
    Riesci a scorgerti?
    Non ci sei più, dopo che ti ho conosciuto. 
                                                                MARLENE KUNTZ
    October 03

    Post senza titolo, e pure in ritardo

    Partite remando a braccia su una misera zattera, tre ragazze si avvicinarono al porto di Patrasso, allietate dalla tVuzzissima musica della DiscoArmonia. Dopo due giorni passati ad Atene, dove trovarono dei degni compagni, si trasferirono nella sperduta Akrogiali, dove si dedicarono a quelli che da sempre erano i loro compiti (rispettivamente l'apertura di una casa del sesso, una lunga serie di appostamenti per compiere un efferato assassinio, e un tradimento in vesti di poliziotta).
    Sommerse da ossa e teschi, soprattutto negli ultimi due giorni, si chiesero se essere o non essere.
    Camminarono nel punto più a sud dell'Europa continentale, e si lasciarono togliere il fiato dall'assoluta bellezza.
    Misero in piedi una vera e propria economia domestica (molto economia e molto domestica).
    Furono perseguite penalmente per foto incriminanti. Videro il Partenone con una guida misogina.
    Riuscirono a vedere un asino, come una di loro da sempre sognava.
    Cucinarono budini (che non assaggiarono) e pèsche caramellate.
    Risvegliarono gli uomini a suon di pentolate e caffè.
    Tra di loro si instaurò un vero e proprio fotoromanzo, dove tutti stavano con tutti gli altri con rapporti molto complicati. Ma Ellas si scrive con la eta o con la epsilon?
    Ebbero qualche SPINOSO problema.
    La stazione ANCONA TORRETTA.
    L'ultima sera, tra qualche lacrima guardarono le stelle e si finirono un Baileys in due.
    Che ne sarà di noi?
     
    Tutto ciò era assolutamente STRATATTICO.  
    Perchè il mondo è gaaaay!
     
    September 14

    On the road. Again.

    Domani si riparte.
    Riparto con un cappello legato allo zaino e una valigia obesa.
    Riparto con la mia musica senza caricabatterie.
    Riparto verso i grecali lidi. Per zappare nelle tombe e scoprire qualche osso. Per portare alla Marghe un sasso messenico.
    Per ritrovare quel sole che qui sembra non esserci.
    E riparto con un'allegria che mancava da tempo.
    Ancora due settimane lontana da Verona non possono farmi che bene. Per quanto ami la mia città.
    Saluti a tutti!
    August 27

    Equilibrio

    Le cose cambiano, e per una persona nostalgica come me è difficile accettarlo.
    Mi sembra impossibile che, tra un mese, tornerò a fare la vita che ho sempre fatto e che amo.
    Tra maggio e giugno sono cambiate talmente tante cose che mi sembra strano che esistano ancora pensieri così stupidamente confortanti.
    Non trovo i punti fermi che sto cercando. Ritrovare queste vecchie sensazioni, così stabili nella bufera di emozioni, mi fa cominciare a star meglio.
    Forse è per questo che, tutto sommato, quando i battenti si riaprono, io sono contenta. E' la mia certezza.
    Sarà forse la volta buona?
    Non è possibile tornare indietro nel tempo. E, tutto sommato, non è neanche giusto.
    Mi sento un funambolo sospeso ad una corda. Ho lasciato una parte della mia Muraglia per andare a toccarne un'altra.
    Ma quando arriverò di là... saprò apprezzare la stabilità della pietra, o preferirò comunque la sensazione del volo?
    July 28

    Tomezzoli Group!

    Il cibo schifoso, ma non troppo.
    La nostra cameretta con il letto a castello dove non si riesce a salire.
    Ascoltare Giovanni Allevi con l'iPod di qualcun altro mentre dentro c'è la cosiddetta "disco".
    Discutere in inglese con dei lussemburghesi di tutti i problemi dell'Italia, compresi i rifiuti di Napoli.
    Due bambine pestifere ma bellissime.
    I sogni deliranti, e i seagulls che ti svegliano alle 3 di mattina.
    Cip e Ciop, una più fuori dell'altra.
    Le foto sul blog palesemente in disordine.
    Passare 3 ore in un nightclub.
    Scoprire di avere veramente "a big ass" nel gioco del bowling.
    Guardare un film che in Italia non è ancora uscito, ma non capirci proprio tutto "bene bene".
    Ridere dei discorsi veramente stupidi sentiti in giro.
    Salire sulle macchine dalla parte sbagliata.
    Capitare a Londra lo stesso giorno di Obama, e fare una fatica assurda per entrare da Harrods. Dove poi regolarmente non si compra niente.
    Trovarsi finalmente sotto il Big Ben.
    Dividere una merenda in 6.
    Il sole, che tramonta alle 10 di sera e sorge alle 4 di mattina.
    Trovare che le belle notizie arrivano tutte quando tu non ci sei. Solo quelle brutte reclamano la tua presenza.
    Cambiare aria, che mi ha fatto bene.
    Cambiare umore nel giro di 2 secondi, e lasciare che una cazzata ti risollevi il morale.
    Scoprire che a Cambridge esistono i folletti, e che nel giardino dell'università si allevano oche.
    Tentare disperatamente di essere razionali, mentre si pensa ad un altro epico viaggio e si scopre una nostalgia acuta.
     
    Inghilterra. Londra.
    Contenta ma devastata! Grazie.
    July 06

    Alè!

    Niente da dire, certe volte abbiamo proprio bisogno di tornare da una giornata faticosa, di metterci al computer e di chiarire alcuni dubbi. E' proprio confortante vedere cose come queste.
     
    Il nostro beneamato Premier che se la fa con la Ministra (ma va??). D'altronde, se una ex velina riesce a fare carriera politica, qualcosa dietro c'è.
    La cosa che mi fa piangere è che, poi, lei diventi Ministra delle PARI OPPORTUNITA'.
    Cioè, come dire: "Se una donna vuole entrare in squadra, nessun problema... basta che sia disposta a darcela quando noi uomini lo vogliamo. Dopo le diamo un ministero a caso e senza problemi. Anzi, facciamo pure una legge che tuteli noi maschietti. Non si sa mai, questa cosa un giorno potrebbe saltare fuori".
     
    E queste sono le nostre pari opportunità.
    E qui invece c'è ciò che il nostro caro Silvio ha da nascondere. Ma a che gli serve nasconderlo? Tanto fra poco non potrà più essere usato contro di lui.
     
    E c'è ancora gente che lo vota. C'è ancora TANTA gente che lo vota. Ci sono tante, troppe donne che lo votano.
    E lui adesso è il nostro Premier.
    E poi ci stupiamo se la politica è peggio di una barzelletta, e se i nostri politici sono solo dei buffoni.
    Quest'Italia mi fa sempre più schifo. 
     
     
    July 03

    HaHaHa, we destroyed the hopes and dreams of a generation of faux-romantics

    (Il primo istinto era stato quello di accoltellarla ridendole in faccia.)
     
    (Alla fine aveva concluso che non ne valeva la pena.)
    June 16

    Mr. Tambourine

    «If your time to you
    Is worth savin'
    Then you better start swimmin'
    Or you'll sink like a stone
    For the times they are a-changin'.»

    E' molto difficile trovare le parole per descrivere quello che è stato il concerto di ieri sera. Certo, è stato diverso da come molti di noi se lo aspettavano. Eravamo quasi gli unici gggiovani in un pubblico ben più maturo. Sul palco è salito un Bob Dylan indubbiamente invecchiato e cambiato, ma ancora capace di emozionarci. E quando lui è salito sul palco, ci siamo uniti all'ovazione generale. «Niente foto» mi avevano detto, ma come al solito questa frase è per me un incentivo a farne.

    Bob, come suo solito, non si concede. Ha rifatto pochissimi dei suoi grandi classici (solamente "Lay lady lay", "Ballad of a thin man" e "Blowing in the wind" nel finale), e il suo unico rapporto con il pubblico è stato un "Hello everybody" seguito dalla presentazione della band. Ha dato tantissimo spazio ai suoi nuovi pezzi, dal sound molto più rock di una volta. E, superato l'iniziale disappunto, ho capito che è stato meglio così. Il nuovo Bob, più maturo, non si concilia con quello vecchio. La sua voce sembrava quella di Tom Waits: era molto più roca e profonda. Se ci avesse offerto un concerto a base di pezzi vecchi, questo Bob ci avrebbe deluso profondamente. Comunque sia, i suoi pezzi più recenti rimangono splendidi.

    E' stato strano, ma bellissimo. E' stato come ascoltare un nuovo cd di un autore che si conosce bene: le canzoni sono nuove, ma si sente comunque l'impronta dell'artista. E Bob, anche se cambiato, è sempre Bob. Anche adesso, a 67 anni, è capace di cantare per quasi due ore, e di coinvolgere un pubblico che non conosce i nuovi pezzi. E di far loro riscoprire, con gioia, che anche se il vecchio Bob si è trasformato, non se ne è andato.

    June 04

    Io non tremo. E' solo un po' di me che se ne va.

    L’ultima volta che ero stata alla Lou Fai era stata a settembre. Quasi dieci mesi, anche se a ripensarci non sembra. Dieci mesi densi di avvenimenti. L’ultima volta tutto era diverso.

    L’ultima volta avevo grandi speranze. C’era “Aliens”. Era appena cominciato un anno che già si prospettava denso e impegnativo, ma anche molto divertente. L’ultima volta avevo sogni e voglia di viaggiare. Avevo passato una serata ad ascoltare gli amati Jethro Tull (suonati dai Jokers) e a guardare le stelle, avevo ballato credendoci intensamente, mi ero chiesta il perché di un’assenza e avevo sorretto un’amica. E verso mezzanotte, quando la casa si era riempita di sconosciuti, mi ero chiusa nella cucina con cinque o sei amici. Ero tornata a casa stanca ma felice, con un intenso odore di erba e fumo, canticchiando tutte quelle canzoni.

    Per questo sono stata molto contenta, quando un mesetto fa mi è arrivata la mail da Anita: “Lou Fai Summer Festival 2008”. Una mail, preavvisata da un invito di Michele su Last Fm. Una mail contenente qualche semplice regoletta (che io ho letto rigorosamente e poi ho dimenticato di seguire, vedi il bicchiere) e una serie di nomi. Free Riders. Camerastilo, quei Camerastilo che avevo promesso e ripromesso di venire a sentire, e che poi per combinazioni di cause (si mise in mezzo addirittura un viaggio a Vienna) non avevo più seguito. E poi i Canadians, sì, quelli di “Summer Teenage Girl”, quei veronesi che fanno un tour in America, il cui bassista lavora alla Fnac. Proprio alla Lou Fai.

    E la Lou Fai era sempre lì. La casetta con il suo praticello e il suo palco fittizio era più viva che mai. Dall’ultima festa sono cambiate tantissime cose. Sono passati dieci mesi intensi, molto belli e molto difficili.

    In particolare, l’ultimo periodo è stato un po’ triste.

    Però sapevo che la Lou Fai sarebbe stata sempre la stessa. Lo sapevo già.

    Questa volta c’erano giustamente meno lattine di birra, bicchieri e sigarette per terra. C’era una lista di fortunati invitati che potevano entrare. Però tutto il resto era lì, ed è stato molto confortante vederlo.

    Il calcetto era assediato come sempre, e anche questa volta Anita è stata costretta a chiudere la cucina. Il bel tempo ci era stato concesso come sempre, e in cielo si vedevano ancora le stelle. Il tradizionale falò nel carrello c’è stato.

    Ho ascoltato i Free Riders da sola. Durante i Camerastilo si è aggiunto l’amico Claudenzio (o Begia, asd), spuntato all’improvviso, e poi mi sono goduta i Canadians seduta sull’erba con Zuti e la Marghe.

    Tutti noi amiamo la Lou Fai, questa casetta sulle colline veronesi, ben più di un qualsiasi locale fighettino in centro. Sarà per l’atmosfera che c’è e per le persone che si incontrano, tanto calde e semplici. Sarà perché è stato molto bello sedersi nel prato, e immaginare che a guardare le stelle accanto a me ci fosse una persona particolare. O sarà per la bellissima musica che si trova sempre.

    E tutto questo è dovuto a lei, Anita. Che ogni volta organizza qualcosa di bellissimo ed insostituibile.

    Le feste alla Lou Fai sono tenere e semplici: “fatte in casa e con amore”, dice lei. Forse è perché cose come queste sono ormai rare che ci piacciono ancora. E ci piacciono tanto.

     

    Once was the true love of a mine.

    May 24

    Brain?

     
    Il mio cervello?
    Ma... ma... ma sono io!
     
    Per la cronaca: saggio di pianoforte appena fatto. E' stato molto carino questa volta, posso dire di essere abbastanza soddisfatta!
    Grazie a Spara che ha saltato le prove per venire, alla Cami per la rosellina e alla Giuli, mia "compagna" onnipresente.
     
     
    May 15

    oh, mia piccola iena...

    «Aiutami a trovare qualcosa di pulito...
    Non puoi scordare dove son state le tue labbra
    Sai già come sarà, ma non sai più chi sei
    La testa è così piena, non riesci più a pensare
    Che anche senza te si possa ancora respirare
    Che lui ti ha appena fatto, ti ha fatto stare meglio
    Che uccidi e poi non vuoi morire...
    Fra piccole iene, solo se conviene
    Mia piccola iena, solo se conviene...»
     
    Cose che non si possono capire immediatamente. Ci vuole tempo, ci vuole volontà. Ci riuscirò. Ci devo riuscire.
    Forza, avanti. Passerà anche questa.
     
    Un autografo con un cuoricino di Manuel Agnelli e un libretto dei Peanuts.
    Grazie! :)
     
     
    April 29

    Jukebox all'idrogeno

    Holy! Holy! Holy! Holy! Holy! Holy! Holy! Holy!
    The world is holy! The soul is holy! The skin is holy! The nose is holy! The tongue and cock and hand and asshole holy!
    Everything is holy! Everybody's holy! Everywhere is holy! Everyday is in eternity!  Everyman's an angel!
    The bum's as holy as the seraphim! The madman is holy as you my soul are holy!
    The typewriter is holy the poem is holy the voice is holy the hearers are holy the ecstasy is holy!
    Holy Peter holy Allen holy Solomon holy Lucien holy Kerouac holy Huncke holy Burroughs holy Cassady holy the unknown buggered and the suffering beggars holy the hideous human angels!
    Holy my mother in the insane asylum! Holy the cocks of the grandfathers of Kansas!
    Holy the groaning saxophone! Holy the bop apocalypse! Holy the jazzbands marijuana hipsters peace & junk & drums!
    Holy the solitude of skyscrapers and pavements! Holy the cafeterias filled with the millions! Holy the mysterious rivers of tears under the streets!
    Holy the lone juggernaut! Holy the vast lamb of the middle class! Holy the crazy sheperds of rebellion! Who digs Los Angeles IS Los Angeles!
    Holy New York Holy San Francisco Holy Peoria & Seattle Holy Paris Holy Tangiers Holy Moscow Holy Istanbul!
    Holy time in eternity holy eternity in time the clocks in space holy the fourth dimension holy the fifth International holy the Angel in Moloch!
    Holy the sea holy the desert holy the railroad holy the locomotive holy the visions holy the hallucinations holy the miracles holy the eyeball holy the abyss!
    Holy forgiveness! Mercy! Charity! Faith! Holy! Ours! Bodies! Suffering! Magnanimity!
    Holy the supernatural extra brilliant intelligent kindness of the soul!
     
    Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo!
    Il mondo è santo! L'anima è santa! La pelle è santa! Il naso è santo! La lingua e il cazzo e la mano e il buco del culo sono santi!
    Tutto è santo! Tutti sono santi! Dappertutto è santo! Tutti i giorni sono nell'eternità! Ognuno è un angelo!
    Il pezzente è santo come il serafino! Il pazzo è santo come tu mia anima sei santa!
    La macchina da scrivere è santa la poesia è santa la voce è santa gli ascoltatori sono santi l'estasi è santa!
    Santo Peter santo Allen santo Solomon santo Lucien santo Kerouac santo Huncke santo Burroughs santo Cassady santi gli sconosciuti mendicanti sodomiti e sofferenti santi gli orrendi angeli umani!
    Santa mia madre nel manicomio! Santi i cazzi dei nonni del Kansas!
    Santo il sassofono gemente! Santa l'apocalisse del bop! Santi gli hipsters di jazz & marijuana pace & streppa & tamburi!
    Sante le solitudini dei grattacieli e delle strade! Sante le cafeterias piene di milioni! Santi i misteriosi fiumi di lacrime sotto le strade!
    Santo il juggernaut senza compagni! Santo il vasto agnello della borghesia! Santi i pazzi pastori della ribellione! Chi capisce Los Angeles E' Los Angeles!
    Santa New York Santa San Francisco Santa Peoria & Seattle Santa Parigi Santa Tangeri Santa Mosca Santa Istanbul!
    Santo tempo nell'eternità santa eternità nel tempo santi gli orologi nello spazio santa la quarta dimensione santa la quinta Internazionale santo l'Angelo in Moloch!
    Santo il mare santo il deserto santa la ferrovia santa la locomotiva sante le visioni sante le allucinazioni santi i miracoli santa la pupilla santo l'abisso!
    Santo perdono! Pietà! Carità! Fede! Santi! Nostri! Corpi! Sofferenza! Magninimità!
    Santa la soprannaturale ultrabrillante intelligente gentilezza dell'animo!
    Allen Ginsberg
     
    «Chi ha scritto questo?»
    «Un genio.»
    April 16

    Elezioni 2008

    Insomma, alla fine si deve parlare anche di questo.
    Dico solo che peggio di così non potevano andare.
    Non posso andare a votare. Non credo comunque che il mio voto avrebbe cambiato qualcosa.
    La sinistra non esiste più. La sinistra è morta. La destra è più salda che mai, ed è diventata unicamente Lega Nord.
    Mai ho sentito qualcosa del genere, mai. Cinque anni sicuri di governo Berlusconi, senza un'opposizione!
    Veltroni farà del suo meglio, ma non è la sinistra decisa che avrei voluto.
     
    E tante grazie anche a Beppe Grillo. Mi dispiace pure di averlo creduto, in un primo momento, con il suo V-Day.
    Adesso, con la sua incitazione all'astensionismo, ha ottenuto solamente di eliminare la Sinistra Arcobaleno. Ha assicurato la vittoria della destra e ucciso l'unica opposizione. Quello a cui dire "vaffanculo" è lui!
     
    Non sono mai stata così depressa e pessimista sul futuro dell'Italia. Niente cambierà, tutto peggiorerà.
    Vorrei andare in Spagna e non tornare... sempre se non mi impicco prima.
    Merdaccia!!
     
    April 07

    Ci ho provato!!

    Ecco qualche perla da un grazioso libretto, finito oggi a scuola.
     
    La voce
    A un'oscura, babelica libreria la mia culla
    era addossata: scienza, romanzi, favolelli,
    tutto, polvere greca e cenere latina,
    vi si mischiava. Io ero alto come un in-folio.
    Due voci mi parlavano. Una, ferma e insidiosa,
    mi diceva: «La terra è un delizioso
    pasticcio dolce. Posso, per tua gioia,
    far più capace la tua fame.» E l'altra:
    «Vieni, su, vieni! passeggia nei sogni,
    più in là del conosciuto e del possibile!»
    E risuonava, questa, come il vento dei greti,
    inatteso fantasma che vagisce e l'orecchio
    molce e insieme spaventa. E: «Sì, voce soave!»
    io rispondevo. Allora, in quell'istante,
    s'è spalancata, ahimè, nella mia vita
    una piaga fatale. Oltre le quinte
    dell'esistere immenso, nel cuore dell'abisso,
    io vedo con chiarezza dei mondi singolari
    e, vittima incantata della mia doppia vista,
    trascino dei serpenti che mi mordono i piedi.
    E' da allora che, simile ai profeti,
    ho tanta tenerezza per il deserto e il mare,
    che piango nella gioia e rido nel dolore
    e nel vino più amaro ritrovo una dolcezza;
    che, gli occhi al cielo, casco nelle buche
    e prendo spesso i fatti per tranelli...
    Ma: «Tienteli i tuoi sogni!» mi consola la voce,
    «solo chi è matto ne ha di così belli!»
     
     
     
    (...) Ma più veleno stillano i tuoi occhi,
    i tuoi verdi occhi,
    laghi dove si specchia e capovolto
    trema il mio cuore, amari abissi dove
    a frotte si dissetano i miei sogni.
    (Il veleno)
     
    Charles Baudelaire.
    Va letto, assolutamente. Anche se nei momenti giusti... Bellissimo, veramente.
     
    February 27

    ...colore!

    Prendiamo uno di quei pittori futuristi. Una tela enorme distesa per terra. Può fare tutto ciò che vuole, libero da canoni, regole o censure. Intinge il pennello, e getta un improvviso spruzzo di colore sulla superficie bianca. E lo scenario cambia totalmente: quei colori diversi mischiati insieme danno tantissime forme, nuove visioni. Quelle macchie informi significano tanto. E sa bene che altri lo guardano, osservano, riflettono.

    La gente si accalca intorno a lui. E non c’è nessuno per cui il significato sia uguale a quello di un altro. C’è chi ci vede la sua vita, chi l’opposto di quello che è stato, chi ammira solamente il contrasto, chi l’armonia.

    L’artista non ci bada: quello spruzzo di colore è solo suo. Ed è stato uno shock. Neanche lui si aspettava che la sua opera si evolvesse in questo modo: pensava di fare un grande quadro, e invece si ritrova con uno stupore improvviso.

    O forse sapeva già che questo sarebbe successo, ma ha bisogno di rimirare il tutto in silenzio, perché sotto sotto il bianco non gli dispiaceva.

    Ma la verità è che non si credeva capace di una tale opera d’arte. Si pensava solo un piccolo e mediocre uomo di strada. E quello spruzzo di colore che è come caduto dal cielo lo ha estasiato.

     

    Come vedo me stessa. Come vedo la mia vita. Come vedo gli altri.

    Un unico flusso di coscienza. E una luce improvvisa.

    Sono felice. Spero che tutto duri il più a lungo possibile.

    Colore!

     

    February 11

    Trovarobato

    I Mariposa.
    Sono stata presa da una grandissima infatuazione per loro.
    Mi sono innamorata del loro tastierista. Il suddetto non era particolarmente piacente. Ma era terribilmente tenero.
    Ho preso a voler loro molto bene.
    Sabato hanno letteralmente spaccato. Mi hanno lasciato come ricordino un fischio nelle orecchie che è durato fino alla mattina dopo. Ma ne è valsa la pena.
    Anche la mia tessera di Interzona è bellissima. E il timbro fluorescente sulla mano.
     
    (come mi disse qualcuno con tono d'accusa, entro ANCHE IO a far parte del popolo ipodizzato. Il mio ultimo mp3 Bob morì in una fredda mattina davanti a scuola, ed era solo l'ultimo di una lunga serie. Speriamo che veramente il fighissimoipodchetuttivoglionoetuttiamano possa durare un po' di più).
     
     
     
     
    January 27

    asd

    Ok, ok. Non ve ne fregherà assolutamente niente. Ma dovevo mettere tutto questo qui.
    Mio fratello ieri ha portato a casa il giornalino del Fracastoro. Con un editoriale che mi ha molto divertito... e non ho saputo resistere alla tentazione di metterlo anche qui. Quindi, per gentile concessione dal giornalino di gennaio:
     
    27 dicembre
    Impaginatore: Ricordati di scrivere l'editoriale, così riusciamo a fare tutto in tempo.
    Direttore: Ovvio. Adesso dobbiamo organizzare l'ultimo, rilassati che c'è tempo.
     
    29 dicembre
    Impaginatore: Hai scritto l'editoriale allora?
    Direttore: Non ancora, ti ho detto, ci sono dei casini con Capodanno. Appena finiamo lo scrivo, tranqui.
     
    1 gennaio
    Impaginatore: Allora l'editoriale?
    Direttore: {grugnito ed esternazione di un forte dolore al cranio, probabilmente dovuto al baccanale della sera prima}
     
    6 gennaio
    Impaginatore: Inviamo domani, scrivi l'editoriale questo pomeriggio.
    Direttore: Ok, mi metto a scrivere. {mette giù il telefono e riprende a dormire}
     
    11 gennaio
    Impaginatore: Alla fine inviamo domenica. Aspetto l'articolo.
    Direttore: Ok, adesso seriamente lo faccio. {apre Word, scrive "Editoriale Gennaio" e poi incomincia a cercare il proprio nome su Google}
     
    12 gennaio
    Impaginatore: Ricordati che domani invio il giornale. Muoviti.
    Direttore: Ok. Lo sapevi che uno col mio stesso nome è campione di rutti in Lituania?
     
    13 gennaio
    Ore 9.45
    Impaginatore: Mandami l'editoriale.
    Direttore: {nessuna risposta}
    Ore 14.11
    Direttore: Mi sono svegliato, faccio tutto in 10 minuti.
    Impaginatore: Finalmente.
    Ore 19.35
    Impaginatore: Hai uno strano concetto di minuto.
    Direttore: Scusa, uno ha attaccato bottone su MSN, abbiamo scommesso su chi aveva più risultati su Google col proprio nome, e mi sono perso.
    Ore 23.57
    Impaginatore: Muoviti ritardato!
    Direttore: Ah cazzarola l'editoriale, adesso arriva.
    Ore 00.31
    Impaginatore: Hai inviato?
    Direttore: ...cosa??
    Impaginatore: Ma vaffanculo!!
     
     
     
    January 11

    ...Ci Sono Molti Modi.

    E' quello che sai che ti uccide, o è quello che non sai a mentire alle mani, al cuore, ai reni...
    Lasciandoti fottere forte, per spingerti i presagi via dal cuore, su in testa... sopprimerli...
    Non sai, non sai che l'amore è una patologia. Saprò come estirparla via. Torneremo a scorrere, torneremo a scorrere...
     
    Eroe del mio inferno privato, se in giro di routine indossi il vuoto con classe, è tutto ciò che avrai, perchè quando il dolore è più grande poi non lo senti più.
    E per sentirti vivo ti ucciderò, ti ucciderò.
     
    Vedrai, vedrai se il mio amore è una patologia. Saprò come estirparla via. Torneremo a scorrere, torneremo a scorrere, torneremo a scorrere, torneremo a scorrere... Lo so, lo so che il mio amore è una patologia. Vorrei che mi uccidesse ora...
     
     AFTERHOURS
     
    January 01

    una chitarra scordata e una macchia scura

    Ormai per me è una consuetudine, l'ultimo giorno dell'anno, ripercorrere le strade su cui ho camminato per dodici mesi e riflettere sulle cose che mi sono capitate da una certa distanza. Ne escono tante cose, che però rimangono chiuse in un foglio di carta ben nascosto, dato che sono troppo, troppo personali per essere messe su un blog.

    Prima di uscire, ieri sera, ho riflettuto.

    Per quanto riguarda il mio anno, non posso proprio lamentarmi. Il 2007, come d'altronde il 2006, è stato un anno a suo modo bello e movimentato, fra alti e bassi.

    Su molti blog leggo tante belle speranze e buoni propositi per il nuovo anno. Non nego di essere anche io stata presa dentro questo giro... anche se penso che la fine dell'anno non possa portare i cambiamenti tanto agognati così, di colpo. Le cose cambiano quando vogliono loro, e i cambiamenti spesso sono molto graduali... alla fine, il giorno di Capodanno niente cambia.

    Un periodo un po' sotto tono ha concluso un bell'anno. E' stato come il suono di una chitarra scordata in un bel pezzo, una macchia scura sulla tela bianca. Ma dal nuovo anno non ho troppe aspettative. Le aspettative deludono e basta. Ho tanti sogni.

    In questo anno abbiamo riso, abbiamo pianto, siamo stati felici, abbiamo compreso, abbiamo odiato, abbiamo amato. Sta solo a noi fare in modo di vivere bene anche il 2008, senza aspettarsi miracoli in poco tempo.

    Vorrei poter ringraziare tutte le persone che mi hanno fatta stare bene (e anche alcune che mi hanno fatto soffrire, tutto sommato). Ai miei sogni non chiedo più nulla, chiedo solo che rimangano ad addolcire la mia realtà. E spero, magari, di poter fare in modo che qualcuno si realizzi.

    Buon Anno!

    December 22

    Concerto di Natale 2007

    «Questa sera mi divertirò» era il mio unico pensiero mentre su una panchina gelata aspettavo l'autobus. Munita di macchina fotografica e di voglia di fare casino, avevo delle aspettative abbastanza grandi per ieri sera. Mi aspettavo un concerto più raffinato del solito... forse, un concerto più elevato dal punto di vista musicale rispetto agli altri anni.
    Sono arrivata giù per le 6 e mezza, quando tutto doveva ancora cominciare. Dopo aver ricevuto due timbri stilosi sulle mani e aver salutato vecchi e nuovi amici, mi sono immediatamente installata in aula magna.
    La prima parte del concerto l'ho passata appoggiata alla parete, in ultima fila, ascoltando prima un gruppetto abbastanza bravo e poi uno decisamente figo. E ho sentito che questo mi mancava. Saturnalia, riunioni del giornalino, impegno scolastico... quest'anno c'è tutto, ma il concerto è qualcosa di diverso. Almeno per me, significa molto. Significa sentirsi parte di un solo gruppo, lasciare da parte tutte le dietrologie e cadere vittima di quell'incantesimo musicale che mi colpisce appena vedo l'aula magna buia e sento le note di una chitarra sul palco. E se quel qualcuno che suona è pure bravo, è un'estasi. E' l'apoteosi.
    Sono poi uscita in chiostro a salutare Dami, prima che cominciasse a suonare. "Dai, se suoniamo bene, venite tutti a pogare?" ha chiesto a me ed alle mie compagne appena arrivate. Gli abbiamo promesso di venire, ma "se spaccate". Anche se poi in pochi abbiamo mantenuto la promessa...
    Dopo aver trovato una Mara sperduta, essermi incontrata con quella che d'ora in poi sarà la mia Amica Silente ed aver trovato tanta gente stranamente in tiro, mi sono diretta verso il Cappa, dove stavano tutti gli altri. La nostra intenzione era di fare una pseudo-pizza di classe, ma alla fine siamo finiti a mangiare un frettoloso panino prima di tornare.
    I Mighty Joe Young erano già sul palco. Fra tante foto pressochè inutili, ho tentato di farne loro qualcuna decente... e poi mi sono seduta a sentirli. Ho resistito durante tutta "Summertime Blues", ma poi non ce l'ho più fatta.
    La mia adorazione per i Mighty Joe Young è cominciata dalla prima volta che li ho sentiti (un annetto fa), ma ieri sera ha superato ogni limite. Al Camploy erano stati bravi, sì, ma una canzone non era stata sufficiente per entrare in atmosfera. E un'altra volta mancava il microfono.
    Ho quindi mollato borsa e sciarpa alla Marghe e sono corsa sotto il palco. Ho passato tre quarti d'ora di pogo particolarmente devastante.
    In un momento ho rischiato di morire calpestata (solo il tempestivo intervento di due amici mi ha salvata). Ho pogato con Pascola e Ilo, dimenticandomi del mio essere pressochè un palo. Ho cantato a squarciagola. Ho trovato, in mezzo alla mischia, il saggio Jacopo e uno Spara particolarmente gasato. Ho chiamato ridendo diversi amici, che però non mi hanno raggiunta. E credo di avere completamente sconvolto l'Agnese... ma va bene così. Il devasto è stato completo e, soprattutto, generale.
    E concordo con quanto scritto da una mia amica sul forum del Maffei: dovevano chiudere i Mighty Joe Young o i Jokers. La fine di un concerto deve essere un momento mistico, a conclusione di una serata bellissima. I Jokers non hanno suonato, ma io avrei sicuramente chiuso con qualcosa tipo i Jethro Tull o gli Stray Cats. O con qualcosa di assolutamente originale.
    Grazie a tutti quelli che hanno reso questa serata perfettamente all'altezza delle mie aspettative!
    E chiudo questo intervento eccezionalmente lungo: la mia cara cugina Ila presto mi vorrà raggiungere al Maffei. E ad un suo messaggio ho risposto così: "Ti dirò, vale la pena di essere al Maffei semplicemente per il suo spirito... e il suo concerto!".